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Musica Classica e opera di Classissima

Igor Stravinskij

martedì 27 settembre 2016


Wanderer's Blog

15 settembre

Stanislav Kochanovsky e la OSN Rai per MITO Settembre Musica 2016

WandererStanislav Kochanovsky In una rassegna che ha il titolo di “Padri e figli” giunge quanto mai a proposito la sostituzione del previsto Dmitri Kitajenko (età 76) col giovane Stanislav Kochanovsky (età 35) sul podio della OSN Rai . Veramente la sostituzione era già avvenuta a Rimini la sera prima in cui c’era il notevole valore aggiunto di Simon Trpcheski solista nel Secondo di Rachmaninov. Per MITO niente Trpcheski (impegni del Pianista? risparmio sui costi? o improbabile “paternità” Rimskij-Rachmaninov?) e programma modificato nel secondo brano. Deve esser destino per Kochanovsky sostituire direttori russi over 70 quando c’è in programma Shéhérazade di Rimskij Korsakov: avvenne anche a S.Cecilia a Roma nell’aprile del 2014 quando sostituì Temirkanov [i direttori artistici sono avvisati, quando scritturano un “nonnetto” (per usare l’infelice espressione di un ineffabile cronista de La Stampa) per dirigere l’op.35 di Rimskij c’è Kochanovsky a disposizione ]. La serata aveva come “titolo” Orchestrare alla russa e aveva il proposito (credo) di evidenziare l’influsso del grande Rimskij su compositori delle generazioni successive. Rimskij ebbe indubbiamente un influsso notevolissimo sulla musica (non solo russa): non mi sembra però che i brani scelti siano molto indovinati. Il Divertissement da Le baiser de la fée di Stravinskij è un omaggio a Ciaikovskij (presentato nel programma di sala quasi come “rivale” di Rimskij) e in ogni caso non mi pare che in esso ci siano retaggi rimskiani, tutt’altro: perché allora non L’Uccello di fuoco, se si voleva restare in Stravinskij e dimostrare una paternità? Poi il Naughty Limericks di Shchedrin, in apertura, è lontano anni luce da Shéhérazade. Insomma i tre brani al limite sono un esempio di eccellente orchestrazione, senza però “legami di parentela” tra essi. Il tutto conferma in me l’impressione (forse errata) che la direzione artistica abbia fatto prima il cartellone dei concerti e appioppato il titolo della rassegna a posteriori, d’altronde è talmente generico che potrebbe essere assegnato a quasi tutte le stagioni concertistiche (ho provato con la prossima della OSN e ci starebbe, in senso lato, alla maggioranza dei concerti). Il brano più riuscito è stato Shéhérazade op.35. La lettura di Kochanovsky non mi è parsa diversa da quella data a Roma due anni fa, privilegiando l’aspetto narrativo della partitura e il movimento migliore in quest’ottica mi è parso il secondo che è il più “narrativo” dei quattro. L’Orchestra, nonostante qualche leggera e perdonabile imperfezione qua e là, ha ben risposto e le prime parti sono state a lungo applaudite. Il programma di sala aumenta di una unità il Gruppo dei Cinque: errore di stampa o confusione con il gruppo parigino di cui fecero parte Milhaud e Poulenc? Nessun bis a fine serata nonostante gli insistenti applausi: che stitichezza! Insomma un evento che sarebbe stato benissimo nella normale programmazione OSN Rai (non sarebbe stato neanche dei più significativi), piuttosto che in un “festival” come dovrebbe continuare a essere Settembre Musica. Kochanovsky e Alessandro Milani (violino di spalla, solista in Shéhérazade)

Musica classica - Liquida

15 luglio

STRAWINSKI di Alfredo Casella

Nell'ambito del forum di Letteratitudine dedicato a “LETTERATURA E MUSICA", ci occupiamo del volume “Strawinski”, di Alfredo Casella (Castelvecchi). * * * Recensione di Claudio Morandini Stiamo assistendo a una sorta di renaissance di Casella: prima riscoperto come compositore, attraverso registrazioni di opere anche poco note e l’inserimento in cartellone (l’ultimo caso è “La...






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17 maggio

Concerto … a sorpresa al Teatro Regio di Torino con Noseda,Toradze e la Filarmonica TRT

Dovrebbe essere la prima volta in Italia che di un concerto sinfonico non venga comunicato il programma e che i brani siano eseguiti rivelandone autori e titoli alla fine . L’idea è stata di Gianandrea Noseda: «Sarà una specie di gioco di società. E poi, un brano almeno lo dichiareremo: il bis, ovviamente. Insomma, sarà un concerto disegnato per scardinare le certezze del pubblico e le pigre abitudini d’ascolto» . Proporre un’iniziativa del genere predispone, è chiaro, a una fruizione senza preconcetti: non è raro che ci si segga in poltrona, infatti, con una disposizione già assodata nei confronti del brano o dell’autore in locandina, col risultato di farselo piacere o dispiacere in breve, troppo in breve perché l’esecuzione abbia un senso. (Sistema Musica). Mi pare che l’esperimento abbia funzionato benissimo: la sala era stracolma (quasi sold out), il pubblico era in visibilio (e dopo brani che spesso fanno da “sfollagente”) ed è stata una serata davvero originale e godibilissima. Noseda non è stato solo direttore, ma anche ottimo intrattenitore tra un brano e l’altro (titoli e autori sono stati da lui rivelati, un po’ chiedendo al pubblico, al termine di ciascuno, anziché, come previsto, all’uscita, quando comunque lo stesso è stato consegnato l’elenco). C’era un indizio: Alexander Toradze, mirabolante virtuoso del piano specializzato soprattutto in Prokof’ev e Shostakovich… La vera sorpresa, sempre che ancora sia tale, è stata in realtà l’eccelso livello raggiunto dall’Orchestra del Regio, in questa occasione nella formazione Filarmonica TRT, impensabile forse alcuni anni fa. È la prova dell’importanza che ha un direttore principale di altissimo livello come Noseda, ormai celebrato a livello internazionale, e del forte legame che si crea tra direttore e orchestrali [dovrebbe servire da lezione ai vertici di un’altra istituzione musicale con sede in città dove proprio l’aspetto “direttori d’orchestra” è stato da un po’ di tempo troppo trascurato, anche se pare che adesso… (visto che siamo in fase di enigmi: indovinare qual è)]. Più che un concerto una vera festa con meritatissime ovazioni per Gianandrea Noseda. Be’ a questo punto … il programma: Sinfonia per strumenti a fiato di Stravinskij, Secondo concerto per piano e orchestra di Shostakovich, Grande fuga op. 133 di Beethoven nella trascrizione per quartetto e orchestra di Meirion Bowen e i Quattro interludi da Intermezzo di Richard Strauss. Il bis, unico brano annunciato dal programma: l’Adagietto dalla Quinta di Mahler. In più Toradze ha eseguito come bis: il Precipitato dalla Settima Sonata di Prokof’ev. Non sono brani di largo consumo e mi sono domandato: dichiarati prima, secondo consuetudine, avrebbero richiamato altrettanto pubblico e suscitato altrettanto entusiasmo?….. Forse no.

Igor Stravinskij
(1882 – 1971)

Igor' Stravinskij (17 giugno 1882 - 6 aprile 1971) è stato un compositore russo naturalizzato francese, e in seguito statunitense. La maggior parte dei suoi lavori rientrano nell'ambito del neoclassicismo e poi della serialità, ma la sua popolarità è affidata a tre balletti composti durante il suo primo periodo (noto come il periodo russo): L'uccello di fuoco (1910), Petrushka (1911) e La sagra della primavera (1913), opere che reinventarono il genere del balletto. Stravinskij scrisse per ogni tipo di organico, spesso riutilizzando forme classiche. La sua opera omnia include composizioni d'ogni genere, dalle sinfonie alle miniature per pianoforte. Ottenne grande fama come pianista e direttore d'orchestra, dirigendo spesso le prime delle sue composizioni, e fu anche pubblicista. Tipico russo cosmopolita, Stravinskij fu uno dei più apprezzati compositori del XX secolo, sia nel mondo occidentale che nel suo paese d'origine.



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